
I Sabotatori Nascosti: Come il Tumore Corrompe le Difese dell’Organismo
Comprendere i meccanismi intrinseci attraverso i quali i tumori si espandono e metastatizzano rimane il “sacro Graal” dell’oncologia. In un significativo passo avanti, i ricercatori dell’Università di Ginevra (UNIGE), in collaborazione con il Ludwig Institute for Cancer Research, hanno smascherato un insospettabile colpevole nella progressione del cancro.
Il loro studio, recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista Cancer Cell, rivela che i neutrofili — i globuli bianchi più abbondanti e i primi soccorritori del sistema immunitario — possono essere “riprogrammati” dall’ambiente tumorale. Invece di distruggere la minaccia, queste cellule vengono costrette a diventare complici attivi che alimentano la malattia attraverso la produzione di una molecola specifica: la chemochina CCL3.
Decodificare il Microambiente Tumorale
Il cancro non esiste in un vuoto. Prospera all’interno di un “ecosistema” complesso e altamente interattivo, composto da vari tipi di cellule che comunicano costantemente tra loro. Analizzare quali di queste interazioni siano benigne e quali letali è una delle sfide più grandi della medicina moderna.
“Una delle difficoltà risiede nell’identificare, in un ambiente che stiamo iniziando a capire solo ora, gli elementi che influenzano realmente la capacità del tumore di crescere”, spiega Mikaël Pittet, professore presso la Facoltà di Medicina dell’UNIGE e membro di spicco del Ludwig Institute di Losanna.
Questa nuova scoperta si basa su un’importante ricerca del 2023 dello stesso team, che aveva collegato specifici geni dei macrofagi alla progressione della malattia. “Il nostro nuovo studio evidenzia una seconda variabile vitale”, afferma Pittet. “Questa volta, l’attenzione si sposta su un’altra popolazione di cellule immunitarie: i neutrofili”.
Da Difensori a Promotori: Il Ruolo della Molecola CCL3
In condizioni normali, i neutrofili sono la “fanteria” del sistema immunitario, pronti a intervenire in caso di infezioni o lesioni. Tuttavia, nel contesto di una neoplasia, la loro presenza è spesso presagio di una prognosi infausta.
I ricercatori hanno scoperto che i tumori reclutano attivamente queste cellule e ne stravolgono il comportamento. “Abbiamo scoperto che i neutrofili reclutati dal tumore subiscono una riprogrammazione della loro attività”, spiega Pittet. “Iniziano a produrre localmente una molecola specifica — la chemochina CCL3 — che facilita direttamente la crescita del tumore”.
In sostanza, il tumore “hackera” la risposta immunitaria, trasformando un meccanismo di protezione in una fonte di carburante per la propria espansione. Identificando la CCL3 come motore di questo processo, gli scienziati hanno ora un bersaglio specifico da monitorare e, potenzialmente, inibire.
Superare l’Invisibilità dei Neutrofili
Studiare i neutrofili è sempre stato un incubo tecnico per gli scienziati. Sono cellule notoriamente fragili e resistenti alla manipolazione genetica, il che le rende spesso “invisibili” nei set di dati genomici standard.
“I neutrofili sono particolarmente difficili da studiare e da manipolare geneticamente”, osserva Evangelia Bolli, co-autrice principale dello studio, precedentemente ricercatrice presso l’UNIGE e ora al Broad Institute del MIT e di Harvard. Per superare questi ostacoli, il team ha sviluppato un sofisticato approccio di “chirurgia genetica”.
“Abbiamo combinato diverse strategie per controllare l’espressione del gene CCL3 specificamente all’interno dei neutrofili, senza influenzarne la funzione in altre parti del corpo”, spiega Bolli. I risultati sono stati definitivi: quando la CCL3 veniva disattivata, la capacità dei neutrofili di sostenere il tumore svaniva. Sebbene le cellule raggiungessero comunque il sito del tumore, non possedevano più la programmazione necessaria per aiutare il cancro a crescere.
Un Modello Comune a Molti Tipi di Cancro
Per garantire che questi risultati non fossero un caso isolato, il team ha utilizzato la bioinformatica avanzata per riesaminare i dati di decine di studi indipendenti.
“Abbiamo dovuto innovare per rilevare i neutrofili in modo più accurato”, afferma Pratyaksha Wirapati, co-primo autore e specialista in bioinformatica. “A causa della loro bassa attività genetica, spesso sfuggono agli strumenti di analisi standard”.
Applicando un nuovo metodo di rilevamento più sensibile, il team ha dimostrato che la produzione di CCL3 è un percorso comune a molti tipi diversi di cancro. Ciò suggerisce che la molecola non sia solo un sottoprodotto casuale, ma un marcatore universale di progressione aggressiva della malattia.
Il Futuro: Verso una “Carta d’Identità” Personalizzata del Tumore
L’identificazione della CCL3 come regolatore chiave della crescita tumorale guidata dai neutrofili offre una nuova prospettiva per la diagnostica e la terapia oncologica. Fornisce una variabile misurabile che potrebbe aiutare a prevedere l’evoluzione della malattia in ogni paziente.
“Stiamo essenzialmente decifrando la ‘carta d’identità’ dei tumori”, conclude Pittet. “Il nostro lavoro suggerisce che esiste un numero limitato di queste variabili chiave. Una volta identificate tutte, potremo muoverci verso una nuova era di cure personalizzate, adattando i trattamenti al panorama cellulare specifico di ogni singolo paziente”.





