
Gli scienziati hanno scoperto un legame sorprendente e potenzialmente rivoluzionario tra metabolismo dello zucchero e dipendenza da alcol, rivelando una nuova via metabolica che potrebbe diventare un target terapeutico per la malattia epatica associata all’alcol (ALD) e il disturbo da uso di alcol (AUD). Questa scoperta offre nuove prospettive sul motivo per cui l’alcol può danneggiare così gravemente il fegato e creare dipendenza, e su come un singolo enzima possa essere la chiave per interrompere questo ciclo.
L’Alcol Attiva la Produzione Interna di Fruttosio
Uno studio recente, pubblicato su Nature Metabolism, dimostra che il consumo di alcol attiva nel corpo una via metabolica che porta alla produzione interna di fruttosio — lo stesso zucchero presente negli alimenti e nelle bevande zuccherate. Questo processo è guidato dall’enzima ketoesochinasi (KHK), che sembra avere un ruolo centrale sia nel rafforzare il comportamento di consumo di alcol, sia nell’accelerare il danno epatico.
Il fruttosio è già noto per i suoi effetti negativi sulla salute metabolica quando viene assunto in eccesso, e ora sembra che l’alcol “dirottando” il metabolismo produca fruttosio internamente, aumentando il rischio di danni al fegato e rendendo il consumo di alcol ancora più rinforzante.
Bloccare KHK Riduce il Consumo di Alcol
Nei test sperimentali, i ricercatori hanno osservato che i topi privi dell’enzima KHK mostravano una tendenza significativamente ridotta a consumare alcol. Questi topi bevevano meno in diversi test, inclusi modelli di consumo volontario e modelli basati sulla ricompensa, e mostravano un’attività ridotta nelle regioni cerebrali associate alla dipendenza, evidenziando il ruolo cruciale del metabolismo del fruttosio nel guidare il comportamento di ricerca dell’alcol.
Questi risultati suggeriscono che KHK non è solo un enzima metabolico chiave, ma anche un collegamento critico tra metabolismo dello zucchero e comportamento di dipendenza, offrendo un potenziale target terapeutico per nuovi trattamenti mirati a ridurre il consumo di alcol.
Prevenire i Danni Epatici Indotti dall’Alcol
Uno dei risultati più sorprendenti dello studio è che il danno epatico indotto dall’alcol era praticamente assente nei topi in cui l’attività di KHK era bloccata, sia geneticamente sia attraverso interventi farmacologici. I loro fegati mostravano meno depositi di grasso, minore infiammazione e ridotta fibrosi, indicando il ruolo centrale dell’enzima nello sviluppo e nella progressione della malattia epatica correlata all’alcol.
“I nostri risultati mostrano che l’alcol non danneggia il fegato solo direttamente — dirotta il metabolismo degli zuccheri in un modo che amplifica il desiderio di bere e peggiora il danno epatico,” ha dichiarato Miguel A. Lanaspa, Associate Research Professor presso CU Anschutz e autore principale dello studio.
“Agendo sul metabolismo del fruttosio, potremmo interrompere questo circolo vizioso e sviluppare nuovi trattamenti sia per la dipendenza da alcol sia per le malattie del fegato.”
Un Nuovo Target Terapeutico Promettente
Le implicazioni di questa scoperta vanno oltre la malattia epatica associata all’alcol. Sia ALD sia la malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica (MASLD) coinvolgono meccanismi influenzati dal fruttosio, suggerendo che terapie volte a inibire il metabolismo del fruttosio potrebbero beneficiare un’ampia gamma di pazienti affetti da disturbi epatici legati alla dieta o all’alcol.
“Questa scoperta mette in luce un collegamento inatteso e cruciale tra metabolismo dello zucchero e dipendenza da alcol,” ha spiegato Richard Johnson, MD, Professore presso CU Anschutz e co-autore dello studio.
“Apre nuove e promettenti possibilità per lo sviluppo di terapie che mirino a una via biologica condivisa alla base di entrambe le malattie epatiche: metaboliche e alcol-correlate.”
Prospettive Future per il Trattamento di Malattie del Fegato e Dipendenza
Questa ricerca rappresenta un passo avanti significativo nella comprensione di come l’alcol agisca nel corpo. Individuando il ruolo di KHK e della via del fruttosio, gli scienziati hanno ora un target molecolare concreto che potrebbe essere sfruttato per prevenire danni al fegato, ridurre comportamenti di dipendenza e sviluppare nuove terapie protettive.
Secondo EurekAlert, questi risultati offrono una nuova e promettente direzione per trattare malattie del fegato e dipendenza da alcol, due condizioni per le quali i trattamenti efficaci sono ancora limitati. Con ulteriori studi e trial clinici, il targeting del metabolismo del fruttosio potrebbe un giorno trasformare il panorama terapeutico per milioni di persone colpite da problemi legati all’alcol e alla salute epatica.





