
Questa ricerca non si limita a un passo avanti: dischiude nuovi orizzonti terapeutici, promettendo una vera e propria trasformazione nell’approccio alla neurochirurgia dei tumori cerebrali, nel contrasto alle patologie neurologiche degenerative e, in ambito neuro-riabilitativo, nel risvegliare il pieno potenziale della plasticità cerebrale.
Il cervello umano, l’organo più complesso e misterioso del nostro universo, ha finalmente la sua mappa definitiva. Si chiama BraDiPho (Brain Dissection Photogrammetry), un innovativo strumento che non è solo una rappresentazione visiva, ma una vera e propria rivoluzione tridimensionale nello studio delle connessioni della materia bianca umana.
Un Ponte tra Anatomia Antica e Intelligenza Artificiale
Frutto di ben cinque anni di lavoro e di una straordinaria collaborazione internazionale (che vede capofila l’Università di Trento, APSS, Fondazione Bruno Kessler, e le Università di Bordeaux e Sherbrooke), BraDiPho è stato recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Communications.
La sua innovazione risiede in un risultato finora ritenuto irraggiungibile: per la prima volta, l’Atlante integra con precisione la dissezione anatomica ex vivo (tradizionale e manuale) con la trattografia in vivo (moderna risonanza magnetica). Questa convergenza, che fonde le neuroscienze cliniche e l’Intelligenza Artificiale (IA), risolve i limiti delle tecniche precedenti.
Come spiega il Dott. Silvio Sarubbo, docente UniTrento e Direttore della Neurochirurgia dell’ospedale Santa Chiara: “Il cervello umano è come un mondo e BraDiPho come una mappa 3D che consente di individuare le autostrade delle funzioni cerebrali e di orientarsi con precisione. È una guida fondamentale nella ricerca sulla sostanza bianca, settore in cui Italia ed Europa sono leader mondiali.”
La Fine dei “Falsi Positivi”: Validazione Anatomica per la Neurochirurgia
Per anni, lo studio delle fibre cerebrali in vivo si è affidato alla risonanza magnetica e alla trattografia. Sebbene potenti, queste tecniche generano spesso “falsi positivi” poiché si basano sul calcolo della diffusione dell’acqua e non su una vera e propria verifica anatomica.
BraDiPho risolve questo problema. Sfruttando la fotogrammetria 3D su preparati anatomici dissecati ex vivo, lo strumento offre una validazione anatomica di base essenziale per correggere e perfezionare i dati ottenuti con la risonanza magnetica.
Finora, 12 preparati anatomici di altissima qualità sono stati tradotti in fotogrammetria e resi disponibili online gratuitamente all’intera comunità scientifica, elevando Trento a un “punto di riferimento a livello mondiale” per le neuroscienze.
Nuove Frontiere Terapeutiche: Dal Cancro al Parkinson
L’impatto di BraDiPho va ben oltre l’ambito accademico, promettendo di rivoluzionare la pratica clinica in tre aree cruciali:
- Neuro-Oncologia (Tumori Cerebrali): L’Atlante permette ai neurochirurghi di orientarsi con precisione millimetrica, individuando le “autostrade” funzionali del cervello per limitare al massimo i danni durante gli interventi chirurgici sui tumori.
- Malattie Neurodegenerative: Consente di studiare con esattezza quali parti del cervello degenerano prima, aprendo la strada a strategie di rigenerazione e neuromodulazione.
- Neuro-Riabilitazione: Valorizza il potenziale della plasticità cerebrale (la capacità del cervello di riorganizzarsi), offrendo piani di riabilitazione più mirati ed efficaci.
Sarubbo sottolinea in particolare il ruolo nella neuromodulazione, la nuova frontiera per il trattamento di patologie come il morbo di Parkinson. “L’importante è sapere cosa si deve modulare, potersi muovere in maniera precisa. E in questo ci viene in aiuto BraDiPho,” conclude lo specialista.
La realizzazione di questo lavoro, con la prima autrice Laura Vavassori, dottoranda UniTrento, è un esempio lampante di come la collaborazione tra strutture cliniche (Neurochirurgia, Anatomia Patologica) e ricerca di punta (Cimec, FBK) stia producendo innovazioni di portata globale.




